Un anticipo di primavera in Sicilia

La stagione invernale quest’anno ha registrato anche in Sicilia temperature molto rigide, per la gioia degli amanti della neve e degli sport invernali. Ormai da anni la Sicilia è riuscita a scrollarsi di dosso il luogo comune che la voleva meta turistica esclusivamente estiva, destagionalizzando la stagione turistica e facendo registrare il tutto esaurito in quelle strutture, come agriturismi e centri benessere, che propongono pacchetti su misura per le vacanze invernali. Attività come arrotatura pavimenti marmo Roma, hanno anche una loro presenza piuttosto sentita su questa splendida isola.

Eppure bisogna ammettere che il giungere del “primo sole” dell’anno con il mese di Marzo, per parafrasare Ungaretti, illumina d’immenso la Sicilia esaltandone i colori e i profumi. Ed insieme ad essi si esalta la macchina turistica, che riprende a muovere un forte business legato alle vacanze nelle località balneari.

Le mete più gettonate per queste vacanze in Sicilia durante l’anticipo di primavera sono i paesi costieri vicini alle città d’arte, in modo da poter coniugare l’aspetto storico culturale con il piacere delle prime passeggiate sul bagnasciuga.
Palermo guida questa classifica avvalendosi del fondamentale apporto di Mondello, incantevole borgo marinaro che, oltre a meravigliose spiagge e mare cristallino, regala un tripudio del liberty siciliano ed un’eccellente gastronomia principalmente basata sul pescato locale.

Non perde il suo appeal San Vito lo Capo, anche qui coadiuvato da una tradizione gastronomica di tutto rispetto e dalla presenza di moderni ed economici b&b in Sicilia, che ormai giungono ad offrire una gamma di servizi degna dei migliori hotel.

La provincia catanese in questo periodo ha il privilegio di consentire ai turisti un insolito connubio tra mare e neve; sulle più alte quote dell’Etna è infatti possibile trovare ancora tracce di recenti nevicate e agriturismi che consentono di degustare la migliore cucina etnea in un clima accogliente e rustico, riscaldati dal fuoco di un camino. Allo stesso tempo, i paesi costieri come Acitrezza, Acicastello, vedono già le spiagge e i ristoranti sul lungomare affollarsi nei weekend.

Torino: terra di industriali, intellettuali e… maghi

A Torino da sempre la libertà di pensiero e la creatività, hanno alimentato e protetto celebri intellettuali ed artisti come Erasmo, Norberto, Bobbio, Nietzsche e Lagrange e tutt’oggi, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa città non è solo un moderno centro industriale, ma vanta anche numerose testimonianze di interesse storico ed artistico: musei, gallerie d’arte, fondazioni, esposizioni permanenti e temporanee.

Tra i monumenti di pregio si annoverano l’ottocentesca Mole Antonelliana e la Cattedrale di San Giovanni Battista del XV secolo, che ospita la Sacra Sindone, nonché Palazzo Reale e Palazzo Madama. Inoltre, sia la città di Torino che il territorio circostante suoi dintorni si fregiano di numerose Residenze Sabaude, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO (Casa Savoia). Va tenuto conto che, anche chi si occupa di Onoranze Funebri di Roma ha diretto contatto con meravigliosi marmi di epoca antica di grande valore. Il Museo Egizio della città raccoglie la seconda collezione egizia del mondo per importanza, dopo quella del Cairo, mentre la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea (GAM), è il secondo museo di arte moderna in Italia – con 5.000 dipinti e 400 sculture e, grazie alla propria lunga tradizione cinematografica ospita il Museo nazionale del Cinema (unico in Italia e tra i più importanti al mondo).

Sotto il profilo economico, la zona è associata al marchio FIAT stabilimento automobilistico qui fondato nel 1899, che trasformò per sempre la città, dettandone anche tempi e stili di vita e favorendo, grazie alla creazione di numerosi posti di lavoro, una forte immigrazione del meridione d’Italia.

La FIAT non è però l’unica industria torinese divenuta famosa nel mondo: molte le società che sono state fondate in questa città, in ogni ambito dell’economia: dall’alimentare al calzaturiero, dalle telecomunicazioni al design fino al ramo economico-assicurativo.

Torino inoltre è stata innalzata agli onori delle cronaca proprio nel 2006 come città ospitante dei XX Giochi Olimpici Invernali dal 10 al 26 febbraio ed è stata dichiarata dall’UNESCO Capitale Mondiale del Libro dal 23 aprile 2006 al 22 aprile 2007 grazie alla Fiera Internazionale del Libro che si svolge a Lingotto Fiere ogni anno dal 1988 nel mese di maggio.

Non paga ancora di tanta notorietà, Torino sarà, nel 2008, capitale mondiale del design: titolo conferitole a Copenaghen dall’International Council of Societies of Industrial Design, massimo organismo societario del settore.

La cucina torinese è ricca di sapori invitanti e straordinarie ghiottonerie. Primi piatti, tartufi, salumi, carni, formaggi e dolci, il tutto accompagnato da vini tra i migliori d’Italia: il Dolcetto ed il Barbera (perfetti per i primi piatti); Nebbiolo, Barolo e Barbaresco (per le carni rosse) ed infine la Malvasia e il Brachetto (perfetti con i dolci). Inoltre il flusso immigratorio dal sud Italia ha portato a Torino il gusto per il buon pesce di mare che ora è spesso incluso nei menù dei ristoranti cittadini.

Torino è particolare anche per alcune leggende e tradizioni che narrano curiose storie: Torino farebbe parte di un triangolo di magia bianca con Praga e Lione, uno di magia nera, invece, con Londra e San Francisco. La magia di Torino dipenderebbe dalla sua particolare posizione: la città sorgerebbe su un punto di intersezione tra correnti energetiche terrestri, situato perfettamente sul 45° parallelo, segnalato dall’obelisco di piazza Statuto, piazza definita da alcuni “porta dell’inferno”.

Voci narrano che nel sottosuolo della città, sono nascoste gallerie e grotte dove in periodo medievale e romano si svolgevano misteriosi rituali: sotto Palazzo Madama esisterebbero, infatti, delle Grotte Alchemiche, frequentate dagli alchimisti di casa Savoia a caccia della Pietra Filosofale (capace di trasformare il metallo in oro); secondo gli appassionati di esoterismo, queste grotte esisterebbero ancora oggi ed i più antichi palazzi di Torino (come Palazzo Madama), conserverebbero ingressi e passaggi nascosti che ne consentirebbero l’accesso. Vi sono persino agenzie di viaggio che organizzano tour guidati nella “Torino esoterica”.

Una visita a Pisa

Si dibatte ancora oggi su chi abbia fondato la città, ma è certo che era già sede di traffici con i Greci, i Fenici e i Galli almeno dalla metà del VI secolo a.C.. soprattutto grazie alla sua posizione strategica sulle rive dell’Arno che la rese luogo adatto ad un porto.

Gioiello della città di Pisa è la Piazza dei Miracoli, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1987: la famosa piazza comprende il Duomo, un bianco ed imponente edificio iniziato nel 1064 e completato nel XII secolo, cattedrale medievale intitolata a Santa Maria, è una basilica a cinque navate col transetto a tre navate, il Battistero, dedicato a San Giovanni Battista, s’innalza di fronte alla facciata ovest del Duomo e il Campanile, conosciuto come la Torre di Pisa o torre pendente, interamente ricoperta in marmo bianco e simbolo della città; è, a ragione, considerata una delle torri più famose al mondo, oltre che per la bellezza architettonica per la pendenza che è fra le più note e bizzarre peculiarità. Il massimo, è visitare la città con un bel maialino da compagnia, un pet sempre più apprezzato da molti italiani. La torre infatti fu eretta nell’arco di due secoli e già dopo la costruzione dei primi tre ordini di archi la cedevolezza del terreno sottostante, solcato da falde acquifere, fece sì che i lavori si interrompessero. Fu solo un secolo dopo, nel 1275, sotto la guida di Giovanni di Simone e Giovanni Pisano, che l’edificazione riprese con la costruzione di altri tre piani tentando di compensare la pendenza facendo sì che la nuova porzione si incurvasse in senso opposto. La torre fu completata poi definitivamente alla metà del secolo successivo, quando fu aggiunta la cella campanaria.

Solo recentemente, nell’ultimo decennio del XX secolo, alcuni lavori di consolidamento hanno leggermente raddrizzato la torre e rallentato il progressivo inclinarsi della stessa, così che è stato anche possibile riaprirla alle visite del pubblico.

Sul lato nord della piazza dei Miracoli, a sinistra della Cattedrale a nord, si trova il Camposanto Monumentale: iniziato da Giovanni di Simone nel 1278, venne completato soltanto alla fine del ‘500. L’edificio è stato poi gravemente danneggiato da un bombardamento nel corso dell’ultima guerra. Il Camposanto è lungo 130 m. e si affaccia sulla piazza con 43 arcate cieche. L’intera facciata è rivestita in marmo bianco. L’interno è costituito da quattro gallerie che si affacciano sulla parte centrale scoperta tramite grandi arcate a tutto sesto; qui si trovano ancora le tombe di celebri pisani accanto a sarcofagi di epoca più remota. L’attenzione maggiore deve però essere data agli affreschi e alle sinopie che spesso, già danneggiati dal tempo e dalla guerra, sono stati trasferiti in aree adiacenti più sicure o nei musei cittadini.

Altre mete turistiche sono la Chiesa di Santa Caterina, di San Francesco e di Santa Cecilia, nonché Piazza dei Cavalieri, antico centro della città, ospita numerosi edifici tra cui Palazzo dei Cavalieri di fronte al quale vi sono la statua di Cosimo I, la fontana di Francavilla e il Palazzo dell’Orologio.

La storia della città rivive nelle rievocazione di antichi eventi tra cui la Regata delle Antiche Repubbliche Marinare che si svolge a Pisa ogni 4 anni a giugno e il Gioco del Ponte.
Il gioco del ponte, così chiamato perché si disputa sul ponte di mezzo, è una finta battaglia tra due fazioni, quella di Tramontana e quella di Mezzogiorno, che rappresentano le due parti in cui l’Arno divide la città. La manifestazione si svolge l’ultima domenica di giugno, inizia con una sfilata storica dei combattenti per le strade della città, al termine della quale avviene il lancio della sfida e la chiamata alle armi. Il gioco consiste nello spingere un carrello, che scorre su rotaie, oltre la linea di confine posta nel mezzo del ponte. Alla tenzone partecipano cinque squadre di ventiquattro elementi ciascuna. La vittoria spetta alla fazione vincitrice di più battaglie.